Da un pò di tempo non si fa che parlare di crocchette grain free e low free, gli scaffali dei negozi specializzati ne sono pieni e allora ho voluto approfondire l'argomento per capire se si tratti di una semplice moda o realmente siano più salutari degli altri.
Intanto una premessa: la loro diffusione non dipende dal fatto che siano più o meno salutari, ma perché rappresentano una novità, e come tutte le novità, creano una moda.
Inoltre non è di minor importanza il fatto che il grain free sia una scelta preponderante negli USA, dove il mercato richiede esplicitamente alimenti che garantiscano questa referenza. La ragione principale riguarda lo scandalo che coinvolse numerose aziende di pet food, che si approvvigionarono dalla Cina di glutine di grano e glutine di mais contaminati, provocando danni gravi alla salute di cani e gatti, con picchi nell’anno 2007. Questi fatti suscitarono una crescente sensibilità, sia negli Stati Uniti che in Canada, verso gli alimenti grain free, che nell’anno 2014 hanno accresciuto la loro percentuale di vendita addirittura del 23,9%.
Inoltre non è di minor importanza il fatto che il grain free sia una scelta preponderante negli USA, dove il mercato richiede esplicitamente alimenti che garantiscano questa referenza. La ragione principale riguarda lo scandalo che coinvolse numerose aziende di pet food, che si approvvigionarono dalla Cina di glutine di grano e glutine di mais contaminati, provocando danni gravi alla salute di cani e gatti, con picchi nell’anno 2007. Questi fatti suscitarono una crescente sensibilità, sia negli Stati Uniti che in Canada, verso gli alimenti grain free, che nell’anno 2014 hanno accresciuto la loro percentuale di vendita addirittura del 23,9%.
Significato
Innanzitutto il termine: grain free significa
letteralmente “privo di grano”. Di stessa natura sono le diciture “soy
free”, “corn free” e “cereal free”. In sostanza indicano sull’etichetta
del croccantino l’assenza di cereali e derivati, presenti in molti
mangimi industriali.
Mais, soia e frumento sono utilizzati su larga scala perché
economici, riempitivi ma decisamente dannosi per i cani. I primi due in particolare
sono cereali difficilmente digeribili a causa della grande quantità di
amido che contengono. Fungono da riempitivi che”gonfiano” Fido senza
apportare particolari benefici nutrizionali, ma dando solo senso di
sazietà. Di altra natura sono invece i cereali cosiddetti “antichi”,
contenuti nelle crocchette “low grain“: avena, miglio,
riso integrale sono infatti ricchi di fibre e più digeribili. Perciò è
importante non demonizzare i cereali a prescindere, ma saperli scegliere
con cura.
Purtroppo spesso si tende a scegliere i cibi grain free per la comune opinione che “il cane è un
carnivoro ed i carboidrati non servono”.
Che il cane sia un animale prevalentemente carnivoro lo confermano la ridotta lunghezza dell’apparato digerente (adatto a digerire proteine e grassi), la carenza di enzimi che servono alla digestione degli amidi e la conformazione della mascella e dei denti.
Ma........Cosa cosa cosa?? I carboidrati non servono?? A parte che i carboidrati servono moltissimo, i carboidrati ci sono eccome nelle crocchette Grain Free!
Che il cane sia un animale prevalentemente carnivoro lo confermano la ridotta lunghezza dell’apparato digerente (adatto a digerire proteine e grassi), la carenza di enzimi che servono alla digestione degli amidi e la conformazione della mascella e dei denti.
Ma........Cosa cosa cosa?? I carboidrati non servono?? A parte che i carboidrati servono moltissimo, i carboidrati ci sono eccome nelle crocchette Grain Free!
Quello che manca è ogni forma di cereale. Ma i carboidrati ci sono, solitamente sotto forma di patate.
Infatti al posto di frumento, soia e granturco si inseriscono ingredienti
come patate, piselli essiccati, grano saraceno e barbabietole. Questi
assicurano al nostro amico a quattro zampe un buon apporto di carboidrati che non sono da escludere dalla dieta del cane, ma semplicemente
vanno integrati da altre fonti. Sono fondamentali nel cucciolo per il
corretto sviluppo della muscolatura, e nell’adulto per il mantenimento
del peso corporeo.
La digestione dei carboidrati è quello che differenzia il cane, carnivoro opportunista, dal gatto carnivoro stretto. Il gatto infatti è in tutto e per tutto, eccetto le dimensioni, uguale ai suoi parenti selvatici ed è un vero e proprio predatore. Questo significa che si deve nutrire solo di prodotti di origine animale, meglio se abbastanza grassi, olio vegetale e qualche fibra vegetale. I carboidrati complessi, come ad esempio gli amidi, per i gatti sono pressoché inutili poiché il loro pancreas non produce adeguate quantità di enzimi atti a degradarli.
Esempi di Carboidrati buoni:
La patata è un’ottima fonte di carboidrati, senza grassi e altamente digeribile. A coloro che ritengono che la patata sia dannosa a causa della presenza di solanina, una tossina non metabolizzabile dai cani (tanto meno dagli uomini), è necessario ricordare che la solanina è da considerare dannosa solo se viene ingerito l’alimento crudo o i suoi germogli. I disturbi della patata cruda sono gli stessi che si possono ritrovare negli uomini, quali ad esempio difficoltà di digestione, tachicardia o tremori. La patata ben cotta, invece, non da alcun problema e rappresenta una fonte di carboidrati alternativa ai cereali.
I piselli contengono un elevato contenuto di fibra che aiuta la regolarità intestinale e molte vitamine e minerali, quali potassio, fosforo e vitamina E; essi contribuiscono al rinnovamento delle cellule sane, al rafforzamento delle ossa e aiutano nel combattere i radicali liberi presenti nel sangue. Elementi quali la luteina e zeaxantina presenti nei piselli, secondo alcuni esperti, contribuiscono al benessere dell’apparato visivo in quanto già presenti nella struttura dell’occhio del cane; questi possono aiutare se il vostro amico a 4 zampe ha problemi di cataratta.
Giusto bilanciamento tra Omega3 e Omega6: questi sono acidi grassi polinsaturi con funzioni svariate e tra loro complementari. Gli Omega3 hanno la capacità di rendere elastiche le membrane cellulari, al contrario degli Omega6 che tendono ad irrigidirle, i primi quindi hanno un'azione prevalentemente anti-infiammatoria mentre i secondi pro infiammatoria.
Gli Omega6 si trovano soprattutto nei cereali, dunque una dieta grain free riduce il rischio di squilibrio tra questi due acidi grassi. Ciò non significa che gli Omega6 siano dannosi in quanto tali o privi di funzionalità, ma la causa di possibili problemi è da riscontrarsi in un loro eccesso, frequente nel pet food tradizionale. Se si è consci di ciò, non occorre necessariamente eliminarli, ma un’altra via da percorrere è il loro corretto bilanciamento con gli Omega3, contenuti ad esempio nell’olio di pesce, con un rapporto Omega3:Omega6 compreso tra 1:1 e 1:4.
La digestione dei carboidrati è quello che differenzia il cane, carnivoro opportunista, dal gatto carnivoro stretto. Il gatto infatti è in tutto e per tutto, eccetto le dimensioni, uguale ai suoi parenti selvatici ed è un vero e proprio predatore. Questo significa che si deve nutrire solo di prodotti di origine animale, meglio se abbastanza grassi, olio vegetale e qualche fibra vegetale. I carboidrati complessi, come ad esempio gli amidi, per i gatti sono pressoché inutili poiché il loro pancreas non produce adeguate quantità di enzimi atti a degradarli.
Esempi di Carboidrati buoni:
La patata è un’ottima fonte di carboidrati, senza grassi e altamente digeribile. A coloro che ritengono che la patata sia dannosa a causa della presenza di solanina, una tossina non metabolizzabile dai cani (tanto meno dagli uomini), è necessario ricordare che la solanina è da considerare dannosa solo se viene ingerito l’alimento crudo o i suoi germogli. I disturbi della patata cruda sono gli stessi che si possono ritrovare negli uomini, quali ad esempio difficoltà di digestione, tachicardia o tremori. La patata ben cotta, invece, non da alcun problema e rappresenta una fonte di carboidrati alternativa ai cereali.
I piselli contengono un elevato contenuto di fibra che aiuta la regolarità intestinale e molte vitamine e minerali, quali potassio, fosforo e vitamina E; essi contribuiscono al rinnovamento delle cellule sane, al rafforzamento delle ossa e aiutano nel combattere i radicali liberi presenti nel sangue. Elementi quali la luteina e zeaxantina presenti nei piselli, secondo alcuni esperti, contribuiscono al benessere dell’apparato visivo in quanto già presenti nella struttura dell’occhio del cane; questi possono aiutare se il vostro amico a 4 zampe ha problemi di cataratta.
Giusto bilanciamento tra Omega3 e Omega6: questi sono acidi grassi polinsaturi con funzioni svariate e tra loro complementari. Gli Omega3 hanno la capacità di rendere elastiche le membrane cellulari, al contrario degli Omega6 che tendono ad irrigidirle, i primi quindi hanno un'azione prevalentemente anti-infiammatoria mentre i secondi pro infiammatoria.
Gli Omega6 si trovano soprattutto nei cereali, dunque una dieta grain free riduce il rischio di squilibrio tra questi due acidi grassi. Ciò non significa che gli Omega6 siano dannosi in quanto tali o privi di funzionalità, ma la causa di possibili problemi è da riscontrarsi in un loro eccesso, frequente nel pet food tradizionale. Se si è consci di ciò, non occorre necessariamente eliminarli, ma un’altra via da percorrere è il loro corretto bilanciamento con gli Omega3, contenuti ad esempio nell’olio di pesce, con un rapporto Omega3:Omega6 compreso tra 1:1 e 1:4.
Ma quindi... il grain free e' meglio?
Partendo dal presupposto che è buona norma consultare sempre il
proprio veterinario di fiducia, ci sono diversi pro a favore di questa
dieta. Molti sostengono sia più naturale perché più affine all’apparato
digerente del cane. Infatti il pancreas dell’animale, non incontrando
cereali, secerne pochissime quantità di enzimi adibiti alla digestione
degli amidi. Il loro punto di forza è l’ingrediente principale, ovvero
la carne e il pesce: deve essere la prima fonte di proteine
in un mangime grain free di ottima qualità. In caso contrario, si va
certamente a comprare un prodotto senza cereali, ma comunque povero a
livello nutrizionale.
Una dieta grain free spesso ha un livello energetico più alto,
soprattutto per la maggiore presenza di proteine e grassi, ed è dunque
particolarmente indicata a cani e gatti che vivono in ambienti freddi,
cani sportivi, da lavoro o comunque molto attivi. E' al contrario sconsigliata (ma sempre in linea generale da verificare caso per caso) ad animali che fanno poco movimento, ad animali che hanno il diabete o a coloro che presentano problemi renali (questo a causa dell'elevato numero di minerali che possono appesantire questi organi).
In ogni caso, in conclusione, il consiglio è quello di scegliere alimenti controllati, il più certificati possibili. Leggete sempre l'etichetta dove sono indicati sia gli ingredienti che i componenti analitici dei prodotti, se letta con attenzione vi fornirà indicazioni utili nella scelta. Ormai in commercio c'è davvero una scelta molto ampia, non faticherete a trovare il prodotto migliore per le esigenze (e il gusto) del vostro amico.
In ogni caso, in conclusione, il consiglio è quello di scegliere alimenti controllati, il più certificati possibili. Leggete sempre l'etichetta dove sono indicati sia gli ingredienti che i componenti analitici dei prodotti, se letta con attenzione vi fornirà indicazioni utili nella scelta. Ormai in commercio c'è davvero una scelta molto ampia, non faticherete a trovare il prodotto migliore per le esigenze (e il gusto) del vostro amico.
Commenti
Posta un commento