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IL RICHIAMO


Oggi affrontiamo un altro comando fondamentale da insegnare al nostro cane: il richiamo.
Dopo il terra, il seduto e il resta, (a proposito come è andata? Sono stati utili i miei consigli? Trovate l'articolo QUI) vediamo come insegnare al nostro amico quest'ultimo comando importantissimo. Insieme al RESTA può essere considerato infatti un comando salvavita per il cane.

L'errore più frequente che si fa è quello di utilizzare il richiamo da subito e solo per il suo scopo: ad esempio all'area cani, mentre il cucciolo sta giocando, lo chiamiamo, lo leghiamo e lo portiamo a casa. Ecco che immediatamente nella sua testa scatta l'associazione: quando il padrone mi chiama succede qualcosa di brutto (in questo caso l'interruzione del gioco che per lui rappresenta una punizione) quindi sai che faccio? Dalla prossima volta non torno! Ed ecco che assistiamo a quelle scene in cui padroni disperati chiamano il loro cane che beatamente finge di non sentirli e li ignora per ore.

Come possiamo ovviare a questa situazione?

Lavorando il richiamo fin da subito e facendo scattare nel nostro amico l'associazione opposta: se il mio padrone mi chiama è una cosa fichissima quindi qualsiasi cosa io stia facendo corro da lui!!

Per far questo possiamo prendere l'abitudine di richiamare ogni tanto il nostro cane durante la passeggiata o mentre sta giocando (ma anche in casa inizialmente dove ci sono meno distrazioni). Nel momento in cui arriva da noi lodiamolo, facciamogli delle coccole, possibilmente diamogli un premietto e poi lasciamolo libero di tornare a fare quello che stava facendo: annusare, correre o giocare.
In questo modo non assocerà il richiamo ad un qualcosa di negativo ma sempre e comunque ad un qualcosa di positivo perché non lo vedrà come una punizione.

Ma all'inizio, di fronte ad un cucciolo che a malapena ha capito che quando pronunciamo il suo nome ci rivolgiamo a lui come possiamo fargli capire cosa vogliamo?

Rechiamoci in un posto tranquillo e isolato se possibile, facciamoci aiutare da un "complice" che tratterrà il nostro amico peloso mentre noi ci allontaniamo di un pò di metri. A quel punto ci abbasseremo e con voce piena di gioia pronunceremo il suo nome. Il "complice" libererà il cucciolo che correrà di istinto verso di noi. A quel punto via a super feste e premietti. Non ci vorrà molto, fatto un pò di volte questo esercizio il cucciolo assocerà che quando pronunciamo il suo nome  se verrà da noi succederà qualcosa di bello e questa associazione durerà nel tempo.

Una raccomandazione: se all'inizio il cane non dovesse venire subito (cosa molto probabile) ma perdesse tempo e si facesse prendere solo dopo un bel pò non commettiamo l'errore frequente di sgridarlo perché non è venuto subito. Quando verrà, indipendentemente dal tempo impiegato, premiamolo e accarezziamolo così che mai possa associare una punizione al fatto di essere tornato da noi. Stessa regola anche quando sarà grande: di fronte ad un episodio di "capriccio" non vi innervosite (lo sentirebbe) ma cercate di attirare in qualche modo la sua attenzione (accovacciandovi, fingendo di allontanarvi) e quando alla fine verrà (perchè state certi che prima o poi verrà) premiatelo comunque.

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